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2月24日 Dal libro "Sono come il fiume che scorre" di Paulo CoheloL'importanza della laurea
Il mio vecchio mulino, in un paesino sperduto sui Pirenei, ha un filare di alberi che lo separa dalla fattoria confinante. L'altro giorno si è presentato alla mia porta il vicino: ha circa settant'anni. Quando lo vedevo lavorare nei campi insieme con la moglie, pensavo che fosse ormai arrivato il tempo che si riposassero. Molto gentilmente, l'uomo mi ha detto che i miei alberi fanno cadere le foglie secche sul tetto della sua casa e, quindi, dovrei tagliarli. Sono rimasto molto colpito: com'è possibile che una persona che ha passato l'intera vita a contatto con la natura voglia obbligarmi a distruggere qualcosa che ha faticato tanto per crescere, semplicemente perché — magari fra una decina d'anni - potrebbe rappresentare un problema per le sue tegole? Lo invito a prendere un caffè. Gli assicuro che mi assumerò ogni responsabilità se, un giorno, le foglie secche — che comunque saranno spazzate via dal vento e dall'estate - dovessero provocare un qualche danno alla sua proprietà: se si verificasse una simile evenienza, mi occuperò personalmente di fare ricostruire il tetto. Il vicino ribatte, dicendomi che non gli interessa: vuole soltanto che tagli gli alberi. Sono piuttosto irritato e replico affermando che preferisco comprare la sua fattoria. "La mia terra non è in vendita," risponde. "Ma con i soldi ricavati, potrebbe comprare una bellissima casa in città, dove vivere con sua moglie per il resto dell'esistenza, senza dover più affrontare inverni rigidi e raccolti perduti." "La mia fattoria non è in vendita. Io sono nato e cresciuto qui, e ormai sono troppo vecchio per trasferirmi altrove." Poi suggerisce di interpellare un perito della città, affinché valuti il caso e decida - così non ci sarà nessun litigio: "In fin dei conti, siamo dei vicini..." Quando si allontana, la mia prima reazione è quella di accusarlo di insensibilità e disprezzo verso la Madre Terra. Poi mi incuriosisco: perché non ha accettato di vendere i suoi terreni? Prima che finisca la giornata, comprendo che la vita del mio vicino è fatta di una sola storia - che lui non vuole cambiare. Trasferirsi in città significherebbe entrare in un mondo sconosciuto, nel quale esistono anche altri valori: probabilmente si ritiene troppo vecchio per imparare a conoscerli. Ma è qualcosa che accade soltanto al mio vicino? No, penso che capiti a tutti: a volte, siamo così attaccati al nostro modo di vivere che rifiutiamo una grande opportunità solo perché non sappiamo come sfruttarla. Nel suo caso, la fattoria e il paese sono gli unici luoghi che conosce e, di conseguenza... non vale la pena rischiare. Tutte le persone che vivono in città, invece, sono convinte che sia obbligatorio prendere una laurea, sposarsi, avere dei figli, adoperarsi perché anche loro si laureino... e così via. Nessuno che si domandi: "Ma posso fare qualcosa di diverso?" Mi rammento del mio barbiere: lavorava giorno e notte, affinché la figlia potesse terminare la facoltà di sociologia. La ragazza riuscì a concludere gli studi universitari ma, dopo avere bussato a tantissime porte, ottenne soltanto un lavoro da segretaria in un cementifìcio. Eppure quell'uomo diceva, orgoglioso: "Mia figlia è laureata." La maggior parte dei miei amici - e dei figli dei miei amici - ha una laurea. Ciò non vuol dire che siano riusciti a lavorare nel campo desiderato: anzi, al contrario... Spesso hanno continuato a entrare e uscire dalle facoltà perché, in quel periodo in cui le università venivano considerate estremamente importanti, si diceva che per avanzare nella vita bisognava avere più di una laurea. E così, nel mondo, adesso non ci sono più bravi giardinieri, panettieri, antiquari, scultori, scrittori. Forse è giunto il momento di rivedere questa concezione riguardo al proprio futuro: i medici, gli ingegneri, gli scienziati, gli avvocati devono frequentare l'università, ma... Ma quel tipo di studio è davvero indispensabile per tutti? Lascio la risposta ai versi di Robert Frost: Davanti a me c'erano due strade: io ho scelto la strada meno battuta, e ciò ha fatto la differenza. P.S. Per non lasciare in sospeso la storia del vicino: è venuto un perito dalla città e, con mia grande sorpresa, mi ha mostrato il testo di una legge francese, secondo la quale gli alberi devono trovarsi ad almeno tre metri dalla proprietà confinante. Poiché i miei erano a soli due metri, ho dovuto tagliarli. 引用通告此日志的引用通告 URL 是: http://alchimista81.spaces.live.com/blog/cns!8564E2D5B34E05AA!1012.trak 引用此项的网络日志
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